Vaginite

In Microbiologia è molto importante l’utilizzo dei tamponi per diagnosticare infezioni batteriche del cavo orale, vaginale e rettale per l’inidviduazione di una terapia efficace in relazione alla resistenza batterica agli antibiotici.

I tamponi vaginali per germi comuni possono mettere in evidenza molte tipiche patologie vaginali che oltre ad essere causa di fastidi possono dar luogo a problematiche maggiori a situazioni recidivanti e raramente anche problemi più seri. Inserire nella propria routine un checkup microbiologico è molto importante e può essere di aiuto per risolvere tanti fastidi dei quali non si conosce l’origine.

I tamponi vaginali ad esempio sono in grado mettere in luce vaginiti da Candida da Trichomonas da Gardnerella, da gonococco, da Ureaplasma e micoplasma eccone approfondite alcune:

 

Vaginite da candida

La candida (Monilia Candida Albicans) è una componente frequente ma qualitativamente insignificante della flora vaginale, ma in alcuni casi essa prende il sopravvento sugli altri microrganismi e provoca un’intensa infiammazione.: La vaginite da candida è la classica esponente delle vaginite micotiche.

Le donne che ne sono affette quasi sempre lamentano un prurito intenso e fastidiosissimo, perdite vaginali scarse ma molto dense, simili a latte cagliato; il PH vaginale è quasi sempre acido (tra 4,0 e 5,0). All’esame microscopico sia a fresco che sullo striscio colorato è facile reperire ife in forma di ammassi aggrovigliati o di lunghi tralci più o meno ramificati, l’osservazione delle ife permette una diagnosi differenziale con la candida Glabrata che sembrerebbe meno frequente come patogeno e con una sintomatologia solo nel 30% dei casi., inoltre la diagnosi rende molto più efficace le terapie  che generalmente sono rappresentate da ovuli o da compresse con un derivato imidazolico, somministrato necessariamente anche al partner che ne è a sua volta molto spesso affetto. Le candide sono competitori con gli altri microorganismi nell’ambiente vaginale: sembra che esse rimangano permanentemente in agguato, per scatenarsi non appena gli altri microorganismi o le difese organiche si indeboliscono. Cosi spesso trattamenti antibiotici specie se prolungati possono eliminando la maggior parte della flora batterica dare luogo all’insorgenza di vaginiti microbiche. Il più grande problema delle vaginiti da candida è caratterizzato dalla tendenza a recidivare, un importante serbatoio di candida è rappresentato dall’intestino, anche dovuto all’uso eccessivo di lassativi o di ammorbidenti fecali. Anche la dieta può essere causa di candida, gli edulcoranti artificiali favorirebbero l’ escrezioni di zuccheri con l’urina che a loro volta favoriscono lo sviluppo della candida. Molte pazienti hanno identificato come causa di recidive il ciclo mestruale o i rapporti sessuali. La soluzione ideale per evitare recidive è sottoporsi a cure e controlli periodici eseguire un tampone vaginale per germi comuni e valutare insieme al proprio ginecologo una terapia adeguata per cercare di liberarsi il più a lungo possibile del problema, far seguire la terapia anche al partner e non interrompere la terapia prima del dovuto solo per via della sparizione dei sintomi.

 

Vaginite da Trichomonas

È una vaginite che si potrebbe definire classica soprattutto tra gli anni 50 e 60. Oggi anche per via di cure molto efficaci e fortunatamente meno diffusa si osserva. Questa patologia è caratterizzata da leucorrea, prurito non sempre, PH alcalino vagina arrossata. La scelta del trattamento offre un ventaglio molto ampio di sostanze tutte in genere molto efficaci, generalmente la via vaginale si preferisce a quella orale nei confronti di questo protozoo infatti il ripristino di un ambiente vaginale ottimale rappresenta una difesa solo in una parte dei casi, sono infatti tutt’altro che rare situazioni in cui seppur in presenza di Lattobacilli è visibile anche il protozoo.

Vaginite da Garderella 

Una comune vaginite caratterizzata da odore forte e prurito la Gardnerella è facilmente diagnosticabile, ha un’ incubazione molto variabile e nella donna il trattamento molto efficace è rappresentato dal metronidazolo per almeno una settimana 500 mg/die . Anche l’ampicillina e l’amoxicillina sono utilizzabili e sono anzi da preferirsi per la cura del partner maschio, in generale comunque la Garderella è sensibile ai betalattamici, sicchè quale terapia di seconda istanza si può ricorrere a una cefalosporina o a clindamicina.