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Alimentazione in menopausa: tagliare le calorie non basta.

Bisogna imparare ad associare gli alimenti e a mettere gli ormoni nel piatto. 

Tecnicamente la menopausa coincide con l’ultima mestruazione e rappresenta la cessazione permanente del ciclo mestruale derivante dall’esaurimento dell’attività follicolare delle ovaie. Insorge in media a 50 anni con un range che va da 40 a 56: in Italia le donne in menopausa sono circa 10 milioni. La progressiva scomparsa ematica degli ormoni femminili per la cessazione dell’attività ovarica, ossia estradiolo e progesterone causano diversi sintomi piuttosto spiacevoli: vampate, tachicardia, ipertensione, irritabilità, disturbi del sonno, atrofia e secchezza vaginale, osteoporosi, aumento di peso e depositi di grasso soprattutto a livello viscerale. Questi due ultimi due aspetti compromettono l’autostima della donna che vede lievitare il suo punto vita non riconoscendo più l’armonia del suo corpo.

Ciò comporta disagi psicologici e, dal punto di vista medico, aumento del rischio cardiovascolare e malattie metaboliche. Sappiate però che tagliare drasticamente le calorie non basta: bisogna bilanciare i pasti e soprattutto fare scorta nel piatto di fitoestrogeni contenuti nella soia, nei cereali integrali, in alcuni vegetali, nei legumi e in alcuni semi. 

Ma bisogna giocare d’anticipo e organizzarsi prima dei fatidici 50 anni, quando ormai l’attività ovarica è fortemente ridotta e il metabolismo tracollato.

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